Perché molti scrittori usano uno pseudonimo
Elena Ferrante, Mark Twain, George Orwell, Voltaire, Currer Bell (il nome con cui Charlotte Brontë pubblicò Jane Eyre): la storia della letteratura è piena…
Scrivere un libro significa molto più che mettere una storia su carta. Per arrivare a un testo compiuto, coerente e pronto per essere proposto a un editore, può essere necessario confrontarsi con qualcuno che sappia guardare il manoscritto da una prospettiva diversa da quella dell’autore.
È in questo spazio che si inserisce la consulenza editoriale: un percorso di confronto e orientamento che aiuta l’autore a comprendere meglio il proprio progetto, a individuare eventuali criticità e a prendere decisioni consapevoli sul lavoro da fare sul testo e sui passi successivi.
Ma che cosa comprende esattamente una consulenza editoriale? A cosa serve? E soprattutto: quando è il momento giusto per richiederla?
La consulenza editoriale è un servizio professionale rivolto a chi sta scrivendo, ha terminato o sta revisionando un libro e desidera un confronto qualificato sul proprio progetto editoriale.
Il consulente editoriale analizza il testo e, più in generale, il progetto dell’autore, mettendone in evidenza punti di forza, aspetti da approfondire e possibili criticità.
L’obiettivo non è semplicemente dire se un manoscritto “è bello” oppure “funziona”, ma fornire all’autore strumenti concreti per capire:
La consulenza, quindi, non coincide necessariamente con una revisione completa del testo. È soprattutto un momento di analisi e orientamento, che può precedere un intervento di editing oppure aiutare l’autore a capire se e come intraprenderlo.
Uno degli errori più frequenti di chi scrive è pensare di poter valutare il proprio manoscritto esclusivamente attraverso la propria percezione.
Dopo mesi o anni trascorsi a lavorare su una storia, infatti, è difficile avere sul testo la stessa distanza che può avere un lettore esterno. L’autore conosce ogni personaggio, ogni passaggio della trama, ogni intenzione alla base di una scena. Il lettore, invece, vede soltanto ciò che è effettivamente presente sulla pagina.
Una consulenza editoriale serve proprio a creare questa distanza.
Prima ancora di parlare di ciò che non funziona, è importante capire che cosa funziona.
Un buon confronto editoriale individua gli elementi sui quali il progetto può costruire la propria identità: una voce narrativa riconoscibile, un’idea originale, una particolare struttura, un personaggio efficace, un tema interessante, una prospettiva personale.
Riconoscere questi elementi permette di non intervenire sul testo in maniera indiscriminata e di preservare ciò che costituisce la sua specificità.
Ogni manoscritto può avere aspetti da migliorare.
Possono riguardare la struttura, il ritmo, la caratterizzazione dei personaggi, la gestione dei punti di vista, la voce narrante, la coerenza interna, la chiarezza dell’esposizione o, nel caso della saggistica, l’organizzazione degli argomenti e l’equilibrio tra le diverse parti.
Individuare queste criticità quando il testo è ancora modificabile consente di intervenire in modo più efficace.
Non tutti i manoscritti hanno bisogno dello stesso tipo di lavoro.
In alcuni casi possono essere sufficienti interventi circoscritti. In altri può essere necessario un lavoro strutturale più ampio. Talvolta, invece, il testo può essere già maturo e avere bisogno soltanto di una revisione finale.
La consulenza aiuta a definire le priorità, evitando di intervenire dove non serve e concentrando il lavoro sugli aspetti realmente significativi.
Un libro non è soltanto un testo: è anche un progetto che si inserisce in un determinato panorama editoriale.
Per questo una consulenza può aiutare l’autore a interrogarsi anche su questioni come il genere, il pubblico di riferimento, il posizionamento del libro e la sua riconoscibilità rispetto alle proposte già presenti sul mercato.
Questo non significa inseguire le tendenze del momento o scrivere pensando esclusivamente a ciò che “vende”. Significa piuttosto comprendere dove si colloca il proprio progetto e come presentarlo nel modo più chiaro possibile.
Consulenza editoriale e valutazione editoriale sono servizi vicini, ma non necessariamente coincidenti.
La valutazione editoriale è generalmente finalizzata a fornire un’analisi del manoscritto, mettendone in evidenza qualità, criticità, struttura, punti di forza e possibili margini di miglioramento.
La consulenza editoriale, invece, può assumere una dimensione più ampia e accompagnare l’autore nella definizione del progetto e delle strategie di lavoro.
In altre parole, la valutazione può rispondere soprattutto alla domanda:
“Come funziona il mio manoscritto e che cosa dovrebbe essere migliorato?”
La consulenza può invece estendere il confronto a domande come:
“Come posso lavorare sul mio libro? Quali sono i prossimi passi? Come posso presentare il progetto? A chi potrebbe rivolgersi?”
Naturalmente, i confini tra i due servizi possono variare a seconda del professionista e del tipo di percorso proposto. Per questo è sempre importante verificare che cosa comprende concretamente il servizio prima di richiederlo.
Anche la distinzione tra consulenza ed editing è importante.
L’editing interviene direttamente sul testo. Può riguardare, a seconda del livello di intervento, la struttura narrativa, lo stile, la costruzione dei personaggi, il ritmo, la coerenza, la chiarezza e molti altri aspetti della scrittura.
La consulenza, invece, può fermarsi a un livello precedente: analizza il testo e indica la direzione del lavoro.
Per esempio, un consulente potrebbe osservare che nella prima parte di un romanzo il ritmo rallenta eccessivamente e che alcuni capitoli potrebbero essere ripensati. L’editor, nel momento in cui viene incaricato di intervenire sul testo, lavorerà concretamente su quei capitoli.
La consulenza può quindi essere il primo passo verso un successivo percorso di editing, ma non necessariamente deve esserlo.
Non esiste un unico momento giusto. Dipende dal progetto e dalle esigenze dell’autore.
Una consulenza può essere utile anche prima della stesura, soprattutto per progetti complessi.
Può aiutare a mettere a fuoco l’idea, definire la struttura, individuare il destinatario del progetto e ragionare sull’organizzazione dei contenuti.
È particolarmente utile, per esempio, per un saggio, un manuale, un memoir o un progetto editoriale che richieda una struttura articolata.
A volte il confronto serve proprio quando il libro è in fase di costruzione.
L’autore può avere un’idea chiara dell’inizio e della conclusione, ma incontrare difficoltà nello sviluppo. Oppure può avere dubbi sulla struttura, sulla direzione della storia o sull’equilibrio tra le diverse parti.
In questi casi una consulenza può aiutare a fare il punto prima di proseguire, evitando di arrivare alla fine con problemi strutturali difficili da risolvere.
È probabilmente una delle situazioni più frequenti.
L’autore ha concluso il manoscritto, lo ha riletto più volte, magari lo ha fatto leggere ad amici e conoscenti, ma continua a chiedersi:
“È davvero pronto?”
Una consulenza professionale può offrire uno sguardo esterno e aiutare a capire se il testo necessita di un ulteriore lavoro prima di essere proposto agli editori.
Questo può essere un momento particolarmente importante.
Inviare un manoscritto significa sottoporlo allo sguardo di un professionista dell’editoria. Una volta effettuato l’invio, non è possibile intervenire sul testo attraverso quella specifica proposta.
Prima di procedere, quindi, può essere utile verificare che il manoscritto sia nella sua forma più solida possibile e che la presentazione del progetto sia coerente con il libro.
La consulenza non è riservata esclusivamente agli autori esordienti.
Può essere utile a:
Non è necessario essere alla prima esperienza per avere bisogno di uno sguardo esterno. Anche un autore con diversi libri pubblicati può trovarsi davanti a un progetto che richiede un confronto specifico.
Le modalità possono cambiare a seconda del professionista e del servizio, ma generalmente il percorso parte dalla lettura e dall’analisi del materiale fornito dall’autore.
Il consulente può prendere in considerazione diversi elementi:
Si analizzano gli aspetti che riguardano direttamente la scrittura e la costruzione del manoscritto:
Il libro viene considerato anche al di là della singola pagina.
Si può ragionare sull’idea complessiva, sulla sua identità, sul pubblico a cui si rivolge e sul modo più efficace per presentarla.
Un romanzo destinato alla ricerca di un editore tradizionale richiede un percorso diverso rispetto a un testo che l’autore desidera pubblicare autonomamente.
Per questo è importante comprendere che cosa vuole ottenere l’autore.
La consulenza dovrebbe essere costruita anche in funzione di questo obiettivo.
Una consulenza utile non dovrebbe limitarsi a segnalare i problemi.
Il suo valore consiste anche nel fornire all’autore una direzione: quali interventi affrontare, in quale ordine, quali aspetti approfondire e quali possibilità considerare successivamente.
No.
Questo è un punto importante.
Nessun consulente può garantire che un manoscritto venga accettato da un editore. La decisione editoriale dipende da molte variabili: linea editoriale della casa editrice, catalogo, programmazione, disponibilità, mercato, momento storico e valutazione del progetto da parte dell’editore.
Una consulenza professionale può aiutare a rendere più solido un progetto e a presentarlo in modo più consapevole, ma non può trasformarsi in una promessa di pubblicazione.
Allo stesso modo, un parere negativo non significa necessariamente che un libro non abbia valore. Può significare che il progetto necessita di un lavoro diverso, che non è ancora maturo o che potrebbe essere proposto attraverso un’altra strada.
Non esiste una formula valida per tutti i manoscritti.
Ogni libro ha una storia diversa, nasce da intenzioni diverse e si trova in una fase diversa del proprio percorso. Per questo anche il lavoro editoriale deve essere calibrato sulle caratteristiche del progetto e sulle esigenze dell’autore.
Se hai scritto un libro e non sai se sia pronto, se hai dubbi sulla struttura o sulla direzione da prendere, oppure se vuoi capire quali interventi siano necessari prima di proporlo a un editore, una consulenza editoriale può essere il punto di partenza per orientarti.
Alla lettura del manoscritto e all’analisi del progetto può seguire un confronto mirato, finalizzato a individuare punti di forza, criticità e possibili direzioni di lavoro.
Perché prima di chiedersi “a quale editore posso mandare il mio libro?”, può essere utile fermarsi un momento e chiedersi:
“Il mio libro è davvero pronto per essere mandato?”

Elena Ferrante, Mark Twain, George Orwell, Voltaire, Currer Bell (il nome con cui Charlotte Brontë pubblicò Jane Eyre): la storia della letteratura è piena…

Quante volte, guardando uno scaffale in libreria, ci siamo chiesti quanti libri esistano là fuori? E quanti ne vengano aggiunti ogni anno? La risposta,…

Quando si pensa alla creazione di un libro, è naturale immaginare che ogni elemento — trama, personaggi, stile e persino il titolo — sia…
